Il Duello Delle Meraviglie

scritto da Taby-Saby
Scritto Un mese fa • Pubblicato 3 ore fa • Revisionato 3 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Taby-Saby
Autore del testo Taby-Saby

Testo: Il Duello Delle Meraviglie
di Taby-Saby

La piazza di Veridia era gremita. Non era un giorno di guerra, ma il culmine del Festival Biennale, dove i due più grandi Artificieri del regno si affrontavano nel "Duello delle Meraviglie". I contendenti erano Maestro Alarico, noto per la sua maestria meccanica, e la giovane Elara, celebrata per la sua alchimia sensoriale. Alarico si presentò per primo. Con un gesto teatrale, attivò la sua creazione: un automa gigante, alto dieci metri, fatto di ottone lucidato e ingranaggi a vista. L'automa non era solo una macchina; era un orologio cosmico mobile. Ogni giunto si muoveva con precisione matematica, replicando il moto dei pianeti conosciuti. Quando raggiunse la sua massima estensione, emise un suono armonico, una sequenza di toni puri che risuonava con una precisione quasi dolorosa. Era la perfezione della logica, la meraviglia della meccanica pura. La folla applaudì con deferenza. Era una dimostrazione di forza ingegneristica, un trionfo della precisione, dove ogni movimento poteva essere descritto da equazioni di moto perfette. Poi fu il turno di Elara. Lei non portò macchine rumorose. Portò solo una piccola fiala di vetro contenente un liquido iridescente e un braciere di rame. "La meraviglia vera," disse Elara con voce calma, "non è ciò che è misurabile, ma ciò che è sentito." Versò gocce del liquido nel braciere. Invece di fuoco, apparve una nebbia calda e profumata. La nebbia si espanse rapidamente, non in modo caotico, ma plasmata da un'energia invisibile. In pochi minuti, la nebbia si solidificò in forme effimere: un drago di vapore che volteggiava, poi si trasformava in un giardino fiorito di luce, poi in un mare in miniatura dove onde fatte di colore si infrangevano dolcemente. L'automa di Alarico, pur muovendosi con precisione, sembrava improvvisamente freddo e rigido accanto alla fluidità di Elara. La sua meraviglia era basata sulla ripetizione; quella di Elara era basata sulla trasformazione continua. Alarico, sconfitto nell'emozione, si avvicinò al lavoro di Elara. "Come hai fatto a rendere la luce tangibile?" Elara sorrise, indicando la nebbia che lentamente si dissolveva, lasciando solo un leggero profumo di ozono. "Ho usato i principi della rifrazione e della sospensione colloidale, Maestro, ma ho aggiunto un catalizzatore basato sulla risonanza emotiva. La tua macchina è perfetta, ma la mia è viva." Il popolo di Veridia comprese. La vera meraviglia non era la replica esatta del creato, ma la capacità di crearne uno nuovo, anche se solo per un istante.

Il Duello Delle Meraviglie testo di Taby-Saby
2